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I quadri del percorso Vita Contadina

In questo testo vengono presi in esame i quadri del Percorso Vita Contadina.

Il Percorso Vita Contadina si trova a Revine Lago, o meglio fra le vie della frazione di Lago presso Borgo Felice.

Quest’ultimo è stato finemente ristrutturato dagli abitanti della frazione che, con le loro iniziative durante l’anno, lo tengono attivo sia per i turisti sia per amici e parenti che hanno scoperto intendono scoprire le iniziative ed il luogo.

Entrando in via Carpenè si possono ammirare le prime opere d’arte realizzate da Donatella Parpagiola.

Vita in stalla

Vita in stalla è la prima rappresentazione che si incontra e mostra un quadro della vita di una volta quando alla fine di una giornata di lavoro nei campi le famiglie si riunivano nella stalla per farsi compagnia. Era un incontro che avveniva solo nei mesi freddi.

Raccolta del fieno

Un’altra rappresentazione mette in luce la Raccolta del fieno ovvero quello che nei mesi estivi solitamente maggio, luglio ed agosto, i contadini facevano per approvvigionarsi di foraggio per nutrire il bestiame durante l’autunno e l’inverno.

Nel quadro in primo piano, si possono notare sia uomini sia donne intenti nella raccolta. Sui lati sono dipinti due gelsi, essenze importanti per l’economia domestica che permettevano con la coltivazione del baco da seta una entrata aggiuntiva ai pochi denari della famiglia.

Durante l’estate era comune vedere i covoni di fieno disseminati nei capi in attesa che passasse il carro trainato da buoi per la raccolta.

Nello sfondo si può intravedere un piccolo abitato, probabilmente Revine Lago. L’opera è stata realizzata nel 2023.

Fieno sul carro ed i bambini

Una volta raccolto il fieno, quest’ultimo veniva ricoverato nel fienile. Questa fase era importante per la conservazione ma anche per capire se il quantitativo era sufficiente per superare l’autunno e l’inverno. Nel dipinto si può notare un carro con il fieno trainato da un bue governato da un adulto. Per i bambini, questa era un’occasione per salire sul carro e giocare con l’erba secca.

Mucche portate all’abbeveraggio al lago

Nel quadretto Mucche portate all’abbeveraggio al lago, si notano i bovini che si avviano verso il lago di Lago per l’abbeveraggio. In primo piano una coppia di contadini intenti a dirigere gli animali verso l’acqua. In secondo piano si può notare la fine del borgo e l’inizio della vegetazione presente sulle sponde del lago.

La fisarmonica e le danze

Per i contadini e, in generale, per la gente povera, poche erano le occasioni di fare festa e di divertirsi. Accadeva durante le feste comandate, i matrimoni, i battesimi, le cresime o le sagre paesane.

Nel quadretto si possono notare, in primo piano due giovani che ballano. Questa era un’occasione per conoscersi ed instaurare nuovi legami. In secondo piano si può vedere un musicista che suona la fisarmonica ed allieta la serata. Oltre ai due giovani, vi sono altre coppie di persone che danzano. Questo era uno dei pochi momenti per non pensare al lavoro ed alle fatiche quotidiane.

Sullo sfondo si nota il lago con le sue acque calme che riflettono le luci notturne.

I pescatori

Sul balcone di un vecchio edificio è appeso un piccolo quadro permeato da una tonalità grigia in cui si notano due pescatori con la loro imbarcazione in mezzo al Lago. Questo era un altro modo per sfamarsi o contribuire al sostentamento della famiglia.

Alla calma dei pescatori si associa anche quella dell’acqua circostante. In secondo piano si può vedere la vegetazione tipica dei Laghi della Vallata e sul lato destro dell’immagine appare o l’abitato o ancora la vegetazione, mentre in lontananza si scorgono le Prealpi Trevigiane.

I pesci del lago

Continuando a camminare lungo il percorso Vita Contadina, in una nicchia, si può notare un’opera, che rappresenta i pesci che si potevano pescare nel lago cioè il luccio, la carpa, la tinca e il persico che potevano venire consumati freschi o a volte essiccati.

Le Lavandaie sul lago

L’opera ripropone una scena tipica del passato, infatti, per lavare i panni le donne si recavano sulle sponde del lago o al lavatoio. Uno ben conservato è quello in località Lame, sempre a Revine Lago. Quella di lavare i panni era un’occasione per le donne di aggiornarsi facendo due chiacchiere e spettegolare sulla vita paesana. Era una attività che veniva svolta a gruppi.

Le figure femminili che si vedono di schiena risultano in parte inginocchiate intente nell’attività, mentre in secondo piano, si può scorgere l’abitato di Revine Lago.

Il gatto che dorme

Fra due finestre, troviamo il quadro denominato Il gatto che dorme. Il gatto, altro animale strategico nella vita domestica oltre al cane, ai bovi, alle galline era onnipresente nella vita dei contadini di queste zone. Aveva una funzione anche di pulizia perché faceva sparire piccoli roditori dalle case, dalle stalle e dagli altri ambienti domestici. In questa raffigurazione, si può notare un gatto soriano che dorme sul davanzale della finestra.

Il Lago ghiacciato

Storicamente in inverno, i laghi di Lago e di Santa Maria si ghiacciavano. Il fenomeno è, negli ultimi decenni si è ridotto. Una delle ultime volte risale al 2021 quando la superficie del lago si ghiacciò parzialmente.

Quando accadeva, questa situazione era occasione di divertimento per i più piccoli e di qualche apprensione per gli adulti. In questa opera variopinta, si possono notare persone che pattinano, che giocano con lo slittino, che passeggiano mentre in lontananza si vedono le Prealpi Trevigiane.

Origini

Nel corso degli anni, diversi sono stati i ritrovamenti di reperti come cocci di vasellame, schegge di lancia, pezzi di utensili che testimoniano la presenza umana fin dalle epoche remote. Per avere una maggior consapevolezza del fenomeno, vi suggeriamo di visitare il Parco Archeologico del Livelet. Il quadro narra le vicende tipiche degli ominidi in quell’epoca lontana.

La dispensa

Allora come oggi, capita che in casa vi sia una dispensa dove vengono posti dei preparati, normalmente cibi in scatola come fagioli, marmellate ecc. che venivano stivate per l’inverno. La credenza era un mobile con vetri dove si riponevano i vari prodotti alimentari. In questo quadro, realizzato da Donatella Parpagiola, troviamo, una immagine dell’epoca con vasetti contenenti la passata di pomodoro, la marmellata di prugne, quella di fichi, il miele di castagno e la grappa con le corniole e quella con le ciliegie.

Le ninfee, le rane, la folega le anatre (Germani reali) e lo svasso

In un’altra immagine troviamo ritratti gli animali che abitano il lago. È stato raffigurato uno scorcio rappresentativo del lago con: le ninfee e diverse anatre tra cui lo svasso con la sua caratteristica cresta, la folega cioè l’anatra dal colore nero e bianco che nidifica sulle ninfee ed una coppia germani reali.

L’orto

L’orto era un elemento indispensabile per le famiglie contadine venete e non solo. Era una riserva di cibo, fondamentale e gelosamente custodito e curato. In estate si potevano raccogliere: pomodori zucchine melanzane ecc. in inverno, invece, era patate fagioli zucche e vari altri tuberi.

Il gallo

Il gallo è un altro animale presente nella vita delle famiglie venete, insieme al cane, al gatto, al cavallo. Era la sveglia della mattina che ti ricordava che un nuovo giorno era iniziato. Era ed è il rappresentante per antonomasia del pollaio.

La mensola

La mensola è un ripiano dove venivano riposti oggetti per la cura della persona che normalmente si trovavano in camera da letto o di uso quotidiano in cucina. Passeggiando, in musei di vita contadina si possono vedere: lume a petrolio, catini per lavarsi, orologi a cipolla, la pipa, il ferro da stiro e il macina caffè. Nel quadretto proposto possiamo trovare una sintesi di queste due stanze.

Raccolta della legna in montagna con la mussa

Una delle attività da svolgere, in estate, era quella di recuperare la legna per l’inverno. Capitava di trovare uomini intenti nel tagliare alberi che poi venivano trasportati a destinazione per completare la lavorazione così da poter stivare i ciocchi affinché si essiccassero nel corso dei mesi estivi. Gli uomini si aiutavano o con animali da soma o con la mussa (slitta) per portare a casa il legname come si vede nel quadro.

La cucina ed il focolare

Un’altra opera rappresenta la cucina ed il focolare. La cucina era il punto d’incontro della famiglia dove si mangiava, si brindava e si cucinavano le pietanze grazie al focolare o alla stufa economica. La famiglia si radunava in cucina perché era l’unica stanza riscaldata nei mesi freddi. La cucina era anche il punto di sosta per cani e gatti che condividevano le sorti degli abitanti.

I giocatori di bocce

Uno dei passatempi preferiti dagli anziani era il gioco delle bocce. Questo passatempo, come si può vedere nel dipinto, era una occasione di aggregazione che raccoglieva, oltre ai praticanti anche i tifosi. Rappresentava un momento conviviale delle giornate di festa e di solito, il campo veniva curato dai gestori delle osterie. Le bocce spesso e sovente erano di legno, di roccia e solo più recentemente di metallo.

Laritonda

La laritonda era un caminetto circolare, divoratore di legna, con la panca intorno dove si poteva stare in compagnia e ci si poteva scaldare al caldo del focolare. Il quadretto mette in evidenza anche la grande capa dove, a volte, venivano appese prodotti da asciugare e/o affumicare.

Era anche luogo di incontro per gli amici della famiglia durante le sere autunnali ed invernali dove venivano raccontate storie ai bambini, si spettegolava delle varie vicende del paese e ci si innamorava.

In altre zone del Veneto veniva anche denominato larin o fogher.

Lo spaventapasseri

Lo spaventapasseri era un pupazzo sorretto da un bastone impiantato nel terreno e vestito con indumenti usati e paglia. Collocato nei campi e negli orti aveva la funzione di allontanare gli uccelli affinché questi non mangiassero, i semi appena depositati, i frutti, o le piccole piantine appena messe a dimora. È stato per anni una figura quasi mitologica per i bambini delle campagne.

I giocatori di briscola

Il gioco della briscola era un tipico divertimento maschile praticato sia in casa sia nelle osterie di paese. Gare di briscola o veri tornei venivano organizzati durante tutto l’anno. i partecipanti dovevano versare un obolo per l’iscrizione ed il premio era rappresentato da beni commestibili. A livello nazionale è stata istituita l’Unione Italiana Gruppi Cartografi che racchiude, al suo interno, i giocatori di carte fra i quali anche quelli di questa disciplina. Era un gioco in cui toccava gli anziani aiutare i bambini a conoscerne le regole ed i trucchi.

La camera da letto con la dote

In questa opera, si può vedere la dedizione e l’attenzione del lavoro di mamma e zia che con tanta cura preparavano la dote alla giovane che doveva sposarsi. La camera in cui è ambientata la scena è ricca, infatti, si nota un piccolo armadio, un comodino, un mobile per la toeletta, il letto ed addirittura un tappeto.

La lissia

La lissia era l’antica pratica per poter lavare i panni con l’acqua e la cenere ricavata dalla combustione della legna.

Storicamente prima di portare i panni a risciacquare nel lago di Lago, questi venivano disinfettati in un catino di rame, successivamente venivano insaponati nella botte di legno, poi sfregati sulla tavola da lavare ed infine risciacquati nel lago e distesi al sole.

Nella piazza

In questo quadretto viene rappresentata la piazza di un paese, punto centrale di aggregazione fra paesani dove sono state raffigurate l’antica osteria e, in secondo piano, si vede un mulo che traina un carro, dei bambini che giocano ed altre scene di vita quotidiana di paese.

In altura

Durante l’estate si portavano le mucche in montagna. Questa pratica aveva lo scopo di fornire agli animali del foraggio fresco. La scena vede sullo sfondo i due laghi della Vallata, in primo piano donne e ragazze intente alla raccolta delle piante aromatiche e dei fiori, un uomo intento alla lavorazione del foraggio in un ambiente delle Prealpi.

La nonna

La nonna viene raffigurata come una signora seduta che guarda chi passa lungo il percorso Vita Contadina. La nonna era una donna di casa che dava il buon consiglio o il giusto rimprovero e che seguiva amorevolmente i nipoti trasmettendo saggezza e amore.

Era anche la memoria storica per la lavorazione delle pietanze, la conservazione dei cibi, la gestione dell’orto e della casa. Le più esperte, avevano qualche nozione di medicina per le puerpere ed i bambini.

Lungo il percorso ci sono altre opere da scoprire. Buona passeggiata.

Dove trovarla

Il punto di partenza del percorso è in via Carpenè 46 a Revine Lago