Microturismo e mare
Microturismo e mare
Un ambiente affascinante e una filosofia moderna: Microturismo e mare. Quali opportunità si possono scoprire nel territorio delle Venezie quando il mare diventa lo sfondo di una vacanza, di una gita, di una passeggiata, di una pausa relax?
La filosofia del Microturismo con le sue caratteristiche aiuta a scoprire quanto di bello c’è nei vari ambienti: città, campagna, montagna, mare in ogni stagione. E quando si pensa al mare generalmente è l’estate l’aspetto che la mente focalizza. Le giornate che si allungano, il sole che accorcia le ombre, il caldo che si diffonde, i suoni che possono invitare alla calma o al movimento.
In Veneto ci sono più di 150 chilometri di coste generalmente sabbiose mentre il Friuli-Venezia Giulia supera i 110 chilometri di coste. A livello nazionale, tra le regioni che si affacciano sul mare, solo Basilicata e Molise contano meno chilometri di territorio esposto al mare. Le coste delle Venezie sono attrezzate per un pubblico ampio con divertimenti per le famiglie a Bibione o Eraclea, con giochi e movida a Jesolo, Lignano Sabbiadoro, Sottomarina, con la valorizzazione degli aspetti naturalistici di Cavallino Treporti e Pellestrina, con l’esclusività di Venezia, Caorle e Grado e l’unicità di Trieste e del suo golfo.
Un aspetto che molte persone danno per scontato in riva al mare è la presenza della sabbia. Una ricchezza questa non scontata, che è frutto di un lungo processo di erosione e frammentazione delle rocce, che poi l’acqua ha trasportato e distribuito dove la possiamo ammirare. Unica per ogni luogo con i suoi colori, le sue grandezze, le sue forme ed il suo peso, racconta a chi la sa osservare alcuni aspetti del suo passato. Molti pensano che sia naturale trovarla dove la vediamo ma la sua salvaguardia richiede un importante lavoro di manutenzione e conservazione. Chi ha modo di passeggiare lungo le coste venete e friulane ad ottobre può scoprire che vi sono macchine operatrici ed addetti che operano nella spiaggia per spostare la sabbia e metterla al riparo dalle pesanti mareggiate che a volte si abbattono sul litorale. L’ambiente è lo stesso dei mesi primaverili ed estivi, ma la realtà ha un aspetto completamente diverso “dall’immagine da cartolina” che abbiamo nella nostra memoria.
Un’altra opportunità per scoprire il mare in estate ma anche nelle stagioni intermedie è quella di passeggiare lungo la battigia di mattina presto prestando attenzione all’ambiente circostante. Si potranno ascoltare i suoni creati dalle onde, sfruttare il loro movimento per un massaggio rilassante a piedi e caviglie, valutare grandezze e forme delle conchiglie correlandole ai movimenti delle maree e del meteo, respirare l’aria ricca di aerosol naturale, scrutare il mare e l’orizzonte alla ricerca di imbarcazioni o altre coste e magari approfittare di un chiosco per la colazione. Sarà un momento rilassante che aiuterà a svuotare la mente dai numerosi pensieri della vita quotidiana.
E perché non fissare un appuntamento in ogni stagione con sé stessi o in compagnia per conoscere lo stesso luogo in momenti diversi? Le luci naturali saranno ovviamente diverse, diversa la posizione del sole, cambieranno i suoni, le ombre, i riflessi sull’acqua, le distanze assumeranno sensazioni diverse. E chi vorrà specchiarsi nella luna, cosa potrà scoprire?
Le spiagge cambiano, cambiano le dune, cambia la fauna e anche la flora. In primavera i fiori spontanei che si trovano nelle zone meno frequentate sembrano instabili quando arriva un po’ di vento e magari perdono il fiore che a fatica hanno creato. I pini e le piante presenti tra mare e laguna ascoltano il variare del vento, temono la sua forza ma gradiscono la brezza e le piogge leggere. Tutto sembra immutato, eppure tutto cambia.
Una passeggiata in spiaggia o in pineta può condurci anche verso uno dei fari che ancora punteggiano il litorale del Friuli-Venezia Giulia e del Veneto. Già la loro presenza in un ambiente unico è in grado di affascinare i curiosi, figurarsi quante emozioni possono generare le storie vere o fantastiche che accompagnano queste costruzioni che traggono le loro origini nei millenni scorsi. Da vedere nel loro contesto naturale i fari di Punta Tagliamento a Bibione, di Punta Sabbioni a Cavallino Treporti, di Alberoni e San Nicolò al Lido di Venezia, di Lignano Sabbiadoro, oltre a quelli di Piave Vecchia alla foce del fiume Sile, di Trieste o di Chioggia. Alcune di queste strutture sono anche visitabili internamente in diversi momenti dell’anno e in qualche occasione accolgono anche delle mostre temporanee.
Che la sosta al mare sia solo di qualche ora o si protragga per giorni o mesi, sarà da stimolo per conoscere i piatti tipici della zona. Sappiamo che la cucina italiana è stata riconosciuta Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dall’Unesco e questi territori con le loro attività agricole, i piccoli allevamenti e la pratica della pesca sono in grado di ben giustificare questo riconoscimento. Di primaria importanza sono gli ortaggi che vengono coltivati a ridosso del mare se non addirittura nelle piccole isole che caratterizzano le lagune, ma inevitabilmente il pesce di allevamento o pescato sarà l’occasione per assaggiare molti piatti tipici, a volte frugali e semplici, a volte ricercati ed esclusivi.
Tenuto conto delle parole precedenti potrebbe essere interessante capire come è la vita di un pescatore durante tutto l’anno e scambiare qualche parola con loro per comprendere gli usi e le tradizioni che caratterizzano questa professione. Aneddoti o semplici informazioni serviranno per capire come varia il loro lavoro nelle quattro stagioni e magari raccogliere qualche esperienza da chi pesca in laguna rispetto a chi pesca in mare aperto. Frequentare i loro luoghi sarà una occasione per conoscere le molte specie di pesce compresi i termini dialettali con cui vengono identificati.
Nel corso degli ultimi anni si sono sviluppate forme personalizzate di turismo come la pesca turismo, conosciuta anche come ittiturismo. Questa attività offre al visitatore una occasione in più per conoscere gli aspetti più autentici di questo antico mestiere. Non può mancare nel bagaglio esperenziale del Microturista una visita a uno dei mercati del pesce del litorale adriatico, tra cui il Mercato Ittico Comunale a Caorle, oppure quelli di Grado o Marano Lagunare.
Chi ha modo di soggiornare nel litorale veneto e friulano oltre alle attività che prettamente può svolgere vicino al mare, può dedicarsi anche a qualche visita nell’entroterra per scoprire centri come Sesto al Reghena, Spilimbergo, Portobuffolè, ecc. o intraprendere un percorso ciclo pedonale in zone meno frequentate dai turisti ma comunque emozionanti come il Giro Livenza, l’itinerario vista laguna che scorre fra le varie località marine comprese Jesolo Lido, Cavallino Treporti, Lido di Venezia fino a Pellestrina, la Litoranea Veneta, ecc.
Alternare momenti culturali alla scoperta di questo magnifico territorio, a momenti di relax in spiaggia, permetterà di vivere ulteriori esperienze rigenerando mente e corpo. Ad esempio, si potranno visitare i Casoni di Caorle o di Marano Lagunare, la Fabbrica della Scienza a Jesolo, le postazioni militari poste lungo la linea della I guerra mondiale, le chiese tradizionali che riportano a momenti di vita di inizio Novecento, le lagune con le isole o isolotti, i manufatti costruiti per la bonifica di questi ambienti, ecc.
E non per ultima, vista l’esigua distanza, perché non visitare Venezia arrivandoci dal mare con le corse delle imbarcazioni private o con i vaporetti che, ogni giorno, percorrono le rotte marittime. Molte persone arrivano nella città lagunare con il treno o l’auto, ma raggiungere la città lagunare via acqua ha un fascino unico che consente ai Microturisti di scoprire il paesaggio da un punto di vista completamente differente.


