Microturismo in città
Microturismo in città
Che le nostre mete siano città o borghi o addirittura intere zone il Microturismo in città ci può aiutare ad adottare degli atteggiamenti utili a captare le atmosfere del luogo.
Può sembrare un paradosso adottare le logiche del Microturismo in città perché, in un primo momento si potrebbe pensare che questa forma di turismo sia adatta solo per i piccoli paesi o i borghi. Vero è che i Comuni italiani sono circa 7.500 di cui 5.500 hanno una popolazione inferiore ai 5.000 abitanti e molti arrivano a malapena a qualche centinaio di persone. Eppure, anche le città italiane possono essere scoperte sotto diversi punti di vista spesso non usuali.
Ad esempio, i Centri Storici piccoli o grandi che siano, attirano le persone per i monumenti che hanno dei quali si conoscono diversi aspetti ma magari sfugge la chiave di lettura che l’artista ha utilizzato per la propria opera oppure il rapporto che aveva con il territorio. In Veneto, vi sono esempi di artisti che si sono stanziati nel territorio dove hanno realizzato le loro opere mentre, altri hanno lavorato nelle loro botteghe lontani dall’ambiente del committente. In questi atteggiamenti diversi, il Microturista trova le motivazioni per comprendere meglio le situazioni dell’epoca.
Per capire la città che si sta visitando, spesso ci si dirige nella piazza principale dove si trovano gli edifici più rappresentativi mentre non si guarda, ad esempio, al piccolo cortile o piazzetta che con il suo pozzo magari ha salvato la popolazione dalla peste o dall’assedio del nemico. Questi luoghi, per la maggior parte sono carichi di Storia e possono far luce su nuovi aspetti o narrare vicende che seppur minori sono state fondamentali per l’abitato. Anche una porta d’accesso nella parte vecchia della città può dare informazioni al Microturista e fargli comprendere l’espansione dell’abitato rispetto al contado o le problematiche legate alla difesa del territorio.
Le mura sono un altro elemento significativo che può raccontare molto sulla città, ad esempio se i Signori della città erano Guelfi o Ghibellini, oppure la loro origine: romana, medioevale o rinascimentale o le vicende che ne hanno decretato lo sviluppo. Gli esempi sono moltissimi e nei dintorni interessanti sono quelle di Castelfranco Veneto, Cittadella, Soave, piuttosto che Treviso, Belluno, ecc.
Un altro modo per scoprire la città è sedersi in una locale o in antico caffè e guardare i comportamenti dei passanti per accorgersi quali sono i locali e quali i turisti. Hanno due approcci diversi: i primi andranno in giro per le vie in maniera più spedita e decisa rispetto ai secondi che si osserveranno in giro un po’ spaesati guardando in alto, oppure avranno oggetti come cartine della città, auricolari e saranno vicine a Guide Turistiche che raccontano storie e vicende del luogo.
Per capire il paese che si sta visitando può essere utile degustare prodotti tipici della zona anche con l’ausilio di visite guidate come quelle disponibili a San Daniele del Friuli nei vari prosciuttifici, oppure a Fregona nella Cantina dei Produttori del Torchiato di Fregona DOCG, nelle numerose cantine nelle Colline Conegliano Valdobbiadene patrimonio Unesco ecc.
Un’altra occasione da non perdere può essere quella di entrare nella bottega degli artigiani della città che magari stanno dipingendo su terracotta, ceramica, ecc. e comprendere come viene preparato quell’oggetto, il più delle volte sono delle vere opere d’arte. Molte botteghe sono defilate rispetto agli itinerari tradizionali dei turisti e vanno scoperte. Può essere d’ausilio un cartello ben fatto o una chiacchiera chiarificatrice al bar. La conoscenza di questi artigiani può arricchire l’esperienza del turista con aspetti unici di chi vive il territorio.
È consigliato, sia a pranzo sia a cena, prediligere il consumo di piatti gastronomici locali perché preparati con più dedizione e farsi raccontare la loro Storia rispetto a quelli internazionali o comunque quelli che si possono trovare in tutta Italia.


